

146. Le origini storiche della questione irlandese.

Da: I. Geiss, Tensioni e conflitti nel mondo contemporaneo, in
Storia Universale Feltrinelli, Milano, 1983.

Le origini remote della questione irlandese vanno ricercate nel
dodicesimo secolo, quando gli anglonormanni conquistarono
l'Irlanda. Nel corso dei secoli successivi vari eventi hanno
determinato una sempre pi grave conflittualit fra Gran Bretagna
e Irlanda e all'interno di quest'ultima, tanto che la questione ha
finito per assumere le caratteristiche di una guerra
contemporaneamente coloniale e civile. Le principali fasi di
questo conflitto, che  giunto fino ai nostri giorni ed ha
provocato numerosissimi morti spesso nella indifferenza sia
dell'opinione pubblica che delle organizzazioni internazionali,
sono ripercorse nel seguente passo dallo storico tedesco Immanuel
Geiss.


Per trovarne la spiegazione della guerra civile nell'Irlanda del
Nord si deve risalire sino alla conquista dell'Irlanda da parte
degli anglo-normanni, conquista che cominci nel 1169-1171 e che,
nel corso di varie ondate, condusse al consolidamento del dominio
inglese. Ancora nel tardo Medioevo lo Statuto di Kilkenny (1366)
[imposto dal re d'Inghilterra Edoardo terzo: gli abitanti erano
divisi in inglesi puri, inglesi inferiori e nemici
irlandesi] tentava di impedire l'insorgere di legami fra gli
inglesi conquistatori e i soggetti irlandesi, per esempio
attraverso la proibizione di contrarre matrimoni misti e il
divieto per gli inglesi di portare indumenti irlandesi, ossia
attraverso una sorta di apartheid [politica di segregazione
razziale come quella praticata  fino ai nostri giorni nei
confronti dei neri nella Repubblica sudafricana]. Col tempo,
nondimeno, si pervenne a una parziale assimilazione dei
discendenti dei conquistatori medievali provenienti
dall'Inghilterra, che in seguito vennero chiamati Old English.
La Riforma apport immediatamente tre mutamenti qualitativi: il
rinnovarsi del dominio inglese, che negli ultimi tempi era stato
poco pi che formale, per mezzo di una regolare conquista sotto
Enrico ottavo, che si fece addirittura incoronare assumendo il
titolo di re d'Irlanda (1541); la differenza di religione, poich
gli irlandesi gi per far dispetto agli inglesi si mantennero
fedeli al Cattolicesimo; e infine l'inizio di plantations
[esproprio di terre appartenenti a cattolici irlandesi a vantaggio
di coloni inglesi o scozzesi] in Irlanda, l'insediamento in massa
di inglesi a sostegno del dominio inglese, che ottenne in tal modo
una base sociale.
L'azione di insediamento pi massiccia, i cui effetti si avvertono
ancor oggi, fu la Ulster Plantation (1609-l610), quando, dopo il
fallimento dell'ultima sollevazione irlandese nell'Ulster (1593-
l603) e dopo l'emigrazione in massa di nobili locali sconfitti
[...], furono insediati nell'Ulster circa 100.000 presbiteriani
scozzesi. Da allora l'Ulster non fu pi una roccaforte della
resistenza irlandese, ma divenne una roccaforte del dominio
inglese in Irlanda. Un risultato della Ulster Plantation  ancor
oggi la maggioranza protestante nell'Irlanda del Nord, la quale ha
sempre difeso tenacemente la propria posizione di preminenza
[...], la prima volta durante la grande sollevazione irlandese
(1641-1651), che si svolse parallelamente alla Rivoluzione inglese
del 1640-1660. L'Irlanda del Nord protestante divenne la base di
partenza per la riconquista dell'Irlanda sotto Cromwell (1649-
1651), con lo spaventoso massacro di Drogheda (1649), massacro che
ancor oggi continua a far fremere di tale sdegno gli irlandesi che
il papa Giovanni Paolo secondo, nella sua visita in Irlanda,
ricevette il consiglio di non recarsi a Drogheda. In seguito alla
Gloriosa Rivoluzione del 1688-1689, Guglielmo terzo d'Orange
sconfisse il fratellastro Giacomo secondo e gli irlandesi
nuovamente insorti nella battaglia del fiume Boyne (1690),
cosicch in seguito i protestanti estremisti nell'Ulster si
unirono in un'organizzazione in onore dell'Orange (Orange
Order), la quale festeggiava ogni anno pubblicamente la
ricorrenza del giorno in cui gli inglesi protestanti avevano
sconfitto gli irlandesi cattolici. Fu la protesta contro una tale
celebrazione sciovinistica della vittoria ad accendere
nell'Irlanda del Nord la fase calda, che si protrae ancor oggi,
della guerra civile (1966).
I protestanti dell'Irlanda del Nord furono perci anche fra i
difensori pi ostinati dell'Unione fra Inghilterra e Irlanda,
imposta dall'Inghilterra (nel 1800) dopo aver soffocato la grande
sollevazione irlandese scoppiata in connessione con la Rivoluzione
francese (1798-1799). Contro la concessione dell'autonomia (Home
Rule) all'Irlanda, che i liberali inglesi tentarono in tre riprese
di fare approvare a partire dal 1886, specialmente i protestanti
dell'Irlanda del Nord fecero salire le tensioni interne sino alla
minaccia, nel giugno 1914, della guerra civile, che fu rimandata
in conseguenza dello scoppio della prima guerra mondiale. Dopo la
prima guerra mondiale e dopo la guerra anglo-irlandese che ne
segu (1919-1921), l'Irlanda fu divisa, poich i protestanti
dell'Ulster si rifiutavano di vivere come una minoranza in
un'Irlanda indipendente. La loro rappresentanza politica, l'
Unionist Party, tent invece di assicurare loro uno stretto legame
all'Inghilterra. In un'Irlanda del Nord rimpicciolita di tre
contee, nelle quali i cattolici rappresentavano la maggioranza, l'
Unionist Party domin in modo assoluto, sino a raggiungere forme
di totalitarismo. I cattolici rimanevano una minoranza in verit
forte ma economicamente discriminata, praticamente privata di ogni
diritto politico, che a partire dal 1960 cominci a descrivere la
propria condizione con polemica ironia, come quella dei negri
d'Europa. In effetti c'era veramente una somiglianza strutturale
con la situazione degli afroamericani, e senza dubbio non  un
caso che nel periodo in cui, attorno al 1965, il movimento per i
diritti civili degli afroamericani negli Stati Uniti raggiunse un
culmine, talune parti della minoranza cattolica nordirlandese
raccogliessero forme della lotta politica proprie del movimento
afroamericano per i diritti civili, sino a designare se stesse
come Civil Rights Movement. Il movimento cattolico per i diritti
civili nell'Irlanda del Nord entr cos in un rapporto di tensione
con la forma in precedenza prevalente, divenuta nel frattempo
tradizionale, della resistenza irlandese estremista, clandestina,
l' Irish Republican Army (IRA), che aveva preso forma dalla lotta
per l'indipendenza dell'intera Irlanda, prima e dopo la prima
guerra mondiale.
